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mercoledì 30 marzo 2011

SIAMO IN GUERRA

Mentre scrivo queste righe i caccia dell'aereonautica italiana assieme a quelli USA e francesi sganciano tonnellate di esplosivo sulle nostre stesse fonti di approvvigionamento energetico oltre che sulle città di una nazione verso la quale c'eravamo,pochi mesi fa,impegnati attraverso un trattato di amicizia e paternariato.
Francia e USA hanno iniziato una guerra,l'ennesima guerra subdola,di quelle non dichiarate:troppo onorevole riconoscere al proprio nemico la dignità d'informarlo che stai per aggredirlo,troppo cavalleresco:hanno utilizzato il flebile pretesto della protesta portata avanti da sporadici gruppi tribali diretti e fomentati dalle angenzie d'intelligence occidentali.
L'occidente si è schierato dalla parte dei ribelli che per i metodi terroristici utilizzati contro la polizia libica hanno dimostrato di non essere secondi a Gheddafi per ferocia e di essere ugualmente interessati alla democrazia:si parla di instaurare una teocrazia(sul modello-talebani) oppure addirittura una monarchia(sul modello Arabia Saudita).E l'Italia?che fa l'Italia?si accoda ovviamente:accetta il proprio ruolo di comprimaria facendosi passare avanti addirittura dalla Francia,principale concorrente nella regione mediterranea centrale.
Accetta di partecipare con uomini basi e mezzi ad una guerra DIRETTAMENTE CONDOTTA contro i propri interessi nazionali.Non siamo stati capaci di gestire la crisi libica,non siamo stati capaci di prendere posizione ne a favore ne contro Gheddafi e adesso ci troviamo stretti tra l'incudine e il martello:se Gheddafi perderà sulle nostre coste si abbatterà il flagello di migliaia di immigrati che danneggeranno il nostro tessuto sociale e i nostri apparati assistenziali,il fondo sovrano libico che detienepacchetti azionari importanti delle nostre principali aziende nazionali finirà in mano statunitense e perderemo i MILIARDI DI EURO investiti dai governi Berlusconi e Prodi nei rapporti con la Libia oltre che i contratti energetici che ENI(ente nazionale idrocarburi) ha firmato con la corrispondente libica.
Essendo in guerra contro noi stessi a questo punto non ci resta che sperare di perderla,questa guerra,confidando che ENI abbia intelligentemente mantenuto buoni rapporti con il leader libico e che quest'ultimo passi sopra al cialtronismo diplomatico italiano e che abbia ancora intenzione di trattenere l'immigrazione per conto nostro.Nessuna credibilità,animo servile e tendenza all'autolesionismo: del resto è cosi dal 1943.

LORENZO GALLIGANI , Dal numero di Marzo .